L’ accademia Pessoa

L’ accademia Pessoa

accademia pessoadi Buonanno Errico

Prezzo € 10,00
Dati 2007, 185 p.
Editore Einaudi

“Lì in su lo bosco della Val Brembana, poc’oltre casa Tramaglino, nell’area in cui, quasi d’un tratto venivano ad interrompersi i vigneti, ed i frutteti, e i campi vasti di frumento sì abbondanti in quella zona d’alta Italia…”

Una misteriosa traduzione dallo spagnolo del “mai scritto” capitolo 39 de I Promessi Sposi può uccidere?

Domanda curiosa, eppure questo manoscritto sembra custodire il segreto dell’inspiegabile morte del vecchio e ormai fallito scrittore Alonso Navarro, trovato senza vita nella sua umida e polverosa soffitta di Montevideo; ma anche del suicidio/omicido degli appartenenti ad un’associazione segreta chiamata “Fernando Pessoa”, di cui il sig. Navarro era l’ideatore ed indiscusso maestro.
Hamete Benengeli, nano di origini africane, traduttore in una piccola casa editrice e membro della suddetta accademia, tenta svelare il mistero cercando nel contempo di comprendere il reale valore e significato di questa segreta setta di amanti/odiatori e schiavi del Libro. 

Il romanzo infinito, il romanzo assassino….
Ci troviamo di fronte ad una stravagante indagine, ad un noir ricco di citazioni e personaggi  letterari come Genaro Solina nemesi di Garcia Marquez, Ramon Rodriguez traduttore uruguayano di Manzoni, innamorato di Anita Garibaldi, Miranda Novarro vedova del defunto Alonso Novarro e femme fatal fino ad arrivare al nostro Benengeli (leggendario autore del testo arabo da cui Cervantes dichiara tradotto e raccontato le vicende di Don Chisciotte).
Una storia affascinante, che stimola fantasie e riflessioni sulla vita, sulle passioni, sull’amore e sul ruolo della letteratura, che può ispirare, nutrire, guidare e a volte uccidere.
E dov’è la verità….nel fatto che I Promessi sposi siano l’unico vero libro, dal quale non ci si può scostare, ma il cui seguito rappresenta l’intera successiva letteratura mondiale?  Se così fosse si seguirebbe la teoria del “manoscritto del baule”, secondo cui nulla di originale si può scrivere, e l’unica opera letteraria ancora possibile è il plagio. Quest’idea assurda e curiosa è a primo impatto deprimete, ci fa sentire aridi, tristi e in qualche modo irrimediabilmente condannati. Ma ad una seconda lettura, scendendo un po’ sotto la superficie, si potrebbe anche supporre che Buonanno invece voglia scuoterci perché non si arrivi all’unica conclusione che la vita, come un romanzo, dopo un po’ annoia non solo chi legge ma, soprattutto, chi scrive. E forse quegli scrittori aridi di Montivideo, sterili e destinati alla distruzione sono l’esplicazione di un percorso che attraverso molte sofferenze, ripensamenti e delusioni può portare ad una nuova serenità, ad una novella curiosità: per l’uomo nell’esplorare ogni aspetto della vita afferrando nuovi stimoli;  e per lo scrittore nell’ascoltare, inventare e rraccontare le infinite storie che il mondo riserva. Questo meta-romanzo dallo stile grottesco, se da un lato rivela grande originalità e inventiva dell’autore, dall’altro tuttavia pone in lettore in qualche difficoltà di fruizione. Prima di poter arrivare e poi a riflettere sugli interrogativi proposti da Bonanno, è necessario superare un grande scoglio: riuscire a seguire il filo della vicenda e dei suoi molteplici personaggi nel costante cambio di narratore, circostanza e situazione.  Non è facile, infatti, barcamenarsi tra le pagine in bianco e nero senza perdersi nelle parole che si mescolano vertiginosamente così come le idee, rallentando una lettura che avrebbe dovuto e potuto essere più fluida e gradevole.


errico buonannoErrico Buonanno è nato a Roma nel 1979. Ha esordito nel 2003 con il romanzo Piccola serenata notturna (Marsilio), vincitore del premio Calvino e del premio Kihlgren. Assieme a Gianni Farinetti ha pubblicato nel 2005 Partita doppia (Aliberti). Lavora come editor di narrativa italiana per le edizioni Marsilio e collabora alle pagine culturali de «il Riformista».

m.desantis

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