I Racconti della palestra
6.
Una mattina, dopo gli allenamenti, mi ha chiesto il consenso per raccontarmi un sogno, sogno drammatico aggiunse.
Tu sei psicologo ma mica ti chiedo l’interpretazione… forse pure, però è importante che mi ascolti. Ho bisogno di raccontarlo non mi si toglie dalla testa. Era sera, pioveva; la strada era buia e camminavo; la strada della palestra. C’era una scalinata…
Di fianco alla palestra c’è la scala che porta all’istituto delle suore: si poteva salire fino ad un certo punto; ci andavano le coppiette per baciarsi fingendo di parlare perché, si sa, gli innamorati sono sempre un po’ esibizionisti quando si nascondono. Adesso hanno spostato il cancello quasi a livello del marciapiedi. …
La mia Storia con Guido è un’indagine insieme ad un tentativo di raccontare la storia, umana e sociale, di questo pittore nato a Santarcangelo di Romagna il 13 gennaio 1601 e morto a Vienna nell’inverno del 1663. Fu artista famosissimo nella sua epoca ed ebbe l’appellativo di Pittore delle sante nude: il motivo è intuibile già osservando la foto di copertina, che rappresenta Santa Mustiola.
5.
4. Abbiamo iniziato a frequentarci a partire da quella stessa mattina, tra fatica, raccontini e conversazioni faticose: l’amicizia? Si fa veramente amicizia in palestra? Oppure al bar…
Non so perché – chissà perché? – tante persone ricordano Paolo Poli con affetto, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Egli dava, e resituisce ancora nel ricoro, l’idea dell’amico che ti dice la cosa giusta capace di farti star bene; ma anche la cosa che ti fa star male perché coglie nel punto sensibile, in cui il malessere si mescola con la cattiva coscienza. Ti guarda il viso e ti dice quella cosa, con il sorrisosulle labbra e lo sguardo acuto: te la dice rispettandoti; non ti giudica anche qunado colpisce in pieno un sentimento ipocrita nascosto nella melma del buon senso comune.