I Racconti della Palestra
2.
Il primo settembre di qualche anno fa avevo cercato una palestra; è capitato lo stesso all’autore, proprio quando io sono andato ad iscrivermi per avere un fisico bestiale, dare ritmo alla quotidianità e, anche un po’, evitare il mal di schiena.
Ci siamo conosciuti lì, un ex professore demoralizzato per la perdita del ruolo sociale che includeva, per lui, anche l’idea di essere stato un sex symbol: sai quante dichiarazioni d’amore ho ricevuto? aggiungeva lamentandosi di Kronos, il tempo che trascorre inesorabilmente, perché avrebbe voluto ancora inseguire Kairos, il momento giusto, l’attimo fuggente. …
1.
Castigo è un romanzo del filone noir. Ho sentito parlare per la prima volta del “noir mediterraneo” all’inizio di questo millennio: fu a scuola, quando ancora facevo l’insegnante e una mia amica, docente di lettere, aveva organizzato un corso su questo tema. Quando votai a favore, nel collegio dei docenti, sinceramente pensavo si trattasse di qualcosa inerente l’immigrazione o i movimenti delle popolazioni africane all’interno del nostro mare; poi lei mi fece la rivelazione ed io rimasi ben zitto sull’equivoco, come se fossi perfettamente informato. Così mi incuriosii e conobbi Claude Izzo e i suoi romanzi di violenza ambientati a Marsiglia; e poi altri romanzi francesi di autori che si erano già espressi in tali direzioni, come ad esempio 37°2 le matin di Philippe Dijan, molto bello e ancora non così esasperato. Conobbi Massimo Carlotto che mi rivelò di essere stato lui (insieme a Lucarelli forse) ad inventare la definizione o marchio Noir Mediterraneo.
Ho assistito venerdì 12 dicembre al recital pianistico di Salvatore Barbatano tenuto nella sala del Conservatorio Giovan Battista Pergolesi a Fermo, nell’ambito della stagione musicale del 2025 di Armonie della Sera. Il programma, bellissimo e ambizioso, era anche un po’ spericolato: le Dodici variazioni sul tema “Ah vous dirai-je, maman” di Wolfgang Amadeus Mozart K 265 (1781); la Sonata n. 14 “Al chiaro di luna”, quasi una fantasia per pianoforte, di Ludwig Van Beethoven op. 27 n. 2 (1801); e la Suite per pianoforte “Quadri di un’esposizione” di
Da molto tempo non scrivo, per pigrizia e mancanza di tempo. Scrivere rappresenta un esercizio di pensiero, perciò colgo l’occasione dei tre concerti eseguiti nella Sala Sandro Gindro dell’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali in Roma, Passeggiata di Ripetta, per ripropormi.