Mese: Marzo 2018

Incontri di Musica Sacra e Contemporanea

Incontri di Musica Sacra e Contemporanea

Domenica 25 marzo, ore 21.00

Concerto conclusivo dedicato all’insieme delle diverse ispirazioni religiose.

Teatro Argentina, Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma

Ogni religione costruisce e struttura la propria comunità, che si riconosce nei luoghi e nei valori che, divenuti personali, permettono all’individuo di realizzarsi nel proprio gruppo e di accreditarsi socialmente: all’interno di ogni luogo di culto vige un monopolio religioso, identitario e culturale. Le difficoltà che talvolta incontra il dialogo sociale interreligioso, hanno carattere cultuale e culturale, ma anche identitario ed attingono, con forza emotivamente radicata, a ciò che è inconscio. L’opportunità di un avvicinamento non solo formale, ricercata dalla manifestazione, viene soddisfatta dall’insieme dei luoghi di culto che l’hanno accolta e dal Teatro Argentina che ospita il concerto conclusivo, simbolo della città di Roma.

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Incontri di Musica Sacra e Contemporanea

Incontri di Musica Sacra e Contemporanea

Musica Andalusa marocchina nel passato e nel presente

La Musica Andalusa marocchina o Al-Ala è il repertorio musicale classico conservato in Marocco attraverso l’utilizzo di vari strumenti musicali, poemi cantati e improvvisazione, il tutto organizzato secondo il sistema della Nouba. Le origini di questa musica risalgono all’Andalusia Omayyade (756-1031), attraverso due figure principali della musica andalusa del IX secolo:

Ziryab, Abu Hassan Ali ben Nafi, nato in un villaggio curdo di Mosul nel 789 e deceduto a Cordoba nell’857. È questo personaggio ad aver introdotto l’oud (liuto arabo) in Andalusia dopo aver aggiunto una quinta corda e aver sviluppato l’uso del plettro, ed è stato questo liuto a diffondersi in seguito nel resto d’Europa;

Ibn Baja Abu Bakr Muhammad ben Yahya ben as-Sayegh, il cui nome latinizzato è Avempace, nato a Saragozza nel 1086 e deceduto a Fez nel 1139. È stato filosofo, medico, astronomo, geometra, musicista e poeta andaluso, fu l’ideatore definitivo della forma musicale andalusa. È anche autore di numerose composizioni.

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Incontri di Musica Sacra e Contemporanea

Incontri di Musica Sacra e Contemporanea

Domenica 11 marzo, ore 21.00

Basilica di San Marco Evangelista, piazza San Marco 1, 00186 Roma – Ingresso libero

Interpretare il sentimento del sacro

Programma:

Sandro Gindro Misteri Gaudiosi, Nino Rota Il Presepio, Mario Castelnuovo Tedesco Evangelion, Luciano Bellini Cantico delle Creature, Enrico Marocchini Requiem

Soprano Marta Vulpi, Pianoforte Roberto Murra, Flauto Enrica Parente, Oboe Flora Girolami, Clarinetto Alice Iannarilli, Fagotto Francesco Pantaneschi, Violino primo Shalom Budeer, Violino secondo Teresa Ceccato, Viola Marco Valabrega, Violoncello Matteo Scarpelli

Direttore Paolo Lepore

Interpretare il sentimento del sacro è quanto, da sempre, gli artisti hanno cercato di fare.

Nel secondo concerto proposto dagli Incontri di Musica Sacra e Contemporanea potremo ascoltare alcuni esempi straordinari: dalla semplicità del Presepio di Nino Rota (1928), il cui testo è tratto dai Canti della montagna Lucchese; all’intensità di Evangelion (1947) di un ispiratissimo Mario Castelnuovo Tedesco; fino alla lettura in chiave contemporanea dei Misteri Gaudiosi (1993), operata da Sandro Gindro, o della sacralità francescana delle Creature (2005) secondo Luciano Bellini; per concludere con il dolente omaggio ad un amico scomparso con il Requiem (2017) di Enrico Marocchini.

Incontri di Musica Sacra e Contemporanea

Incontri di Musica Sacra e Contemporanea

Domenica 4 marzo 2018

CONCERTO DI MUSICA SACRA DI ISPIRAZIONE EBRAICA

Tempio Maggiore di Roma, via del Tempio 1

INGRESSO LIBERO

“Il canto, soprattutto quello liturgico, non è solo un modo di esprimersi, ma un mezzo per portare lo spirito dal cielo sulla terra. Il valore
numero delle lettere ebraiche per il termine shirah (canto) è lo stesso del termine tefillah (preghiera). La preghiera è canto. L’unico linguaggio
che sembra adeguato al Mistero è la musica.

La giusta espressione ebraica per designare il cantore è baal tefillah, maestro di preghiera. Il compito del cantore è quello di guidare la preghiera. Egli non se ne sta isolato davanti allo scrigno della Torah come un artista che cerca di dimostrare la sua bravura cantando pregevoli prezzi vocali. Non se ne sta da solo davanti allo scrigno, ma con la sua comunità, con cui deve identificarsi. Il suo compito è di rappresentarla ed ispirarla.
Nella sinagoga la musica non è fine a se stessa, ma il mezzo per un’esperienza religiosa. La sua funzione è di aiutarci a sostenere per un attimo il confronto con la presenza di Dio, a porci davanti a lui in atteggiamento di lode, speranza, esame di noi stessi.

Non c’è alcuna prova per l’esistenza di Dio. Ci sono dei testimoni: al primo posto stanno la Bibbia e la musica.” (Prof. Pasquale Troia, libretto di sala per il concerto di domenica 4 marzo 2018)