Sempre fiori mai un fioraio, un omaggio a Paolo Poli
Non so perché – chissà perché? – tante persone ricordano Paolo Poli con affetto, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Egli dava, e resituisce ancora nel ricoro, l’idea dell’amico che ti dice la cosa giusta capace di farti star bene; ma anche la cosa che ti fa star male perché coglie nel punto sensibile, in cui il malessere si mescola con la cattiva coscienza. Ti guarda il viso e ti dice quella cosa, con il sorrisosulle labbra e lo sguardo acuto: te la dice rispettandoti; non ti giudica anche qunado colpisce in pieno un sentimento ipocrita nascosto nella melma del buon senso comune. …
Si tratta di un’opera musicale – con soli, coro, orchestra, voce recitante e persino danza – tratta dall’omonimo libro edito da Armando. In realtà, è nato prima il testo teatrale/musicale e poi il romanzo; lo posso dire con certezza essendone l’autore. Lo spettacolo è frutto di un progetto dell’Istituto Comprensivo Strampelli e del Coro Polifonico Santa Cecilia; è stato realizzato dalla Scuola di Canto In-Canto con la collaborazione dell’Istituto Musicale Nicola Vaccaj e con il patrocinio dei Comuni di Castelraimondo e di Pioraco e il sostegno dell’Associazione Regionale dei Cori Marchigiani (ARCOM).
Parlare di Guerra e Pace è sempre banale; solo i grandi artisti se lo possono permettere sembrando sani di mente, magari un po’ sognatori, sì…
La mia professione è la psicoterapia.
Stiamo attraversando un periodo di particolare insicurezza: sarà conseguenza delle pandemie, delle guerre e dei genocidi, degli hater professionisti e improvvisati, delle avidità deliranti… tant’è.